«Tramuta
tutto in ciò che è veramente: l’Astratto, lo
Spirito, il Nagual. Non c’è stregoneria, né
il male, né il diavolo. C’è solo la percezione.
»
Don Juan Matus (1)
Essi
erano in grado, attraverso l’uso delle piante psicotrope,
di trasformarsi in animali od in piante e di compiere innumerevoli
altre imprese inimmaginabili – e questo non al livello di
semplici proiezioni psicologiche, ma nella realtà effettiva.
Gli
sciamani dell’antico Messico elaborarono così la
vera stregoneria, ossia una vera e propria arte della manipolazione
della percezione.
Nel corso delle generazioni, gli antichi stregoni diventarono
sempre più esperti nel riconoscere gli infiniti volti delle
cose percepite (il fenomeno) e giunsero ad un tipo di percezione
oltre il quale non si può andare: la percezione del mondo
come energia (il noumeno). Don Juan chiama questa straordinaria
impresa il vedere.
Il
vedere non inteso come guardare con gli occhi, ma come
percezione totale da parte di tutto il proprio corpo energetico.
«Gli
occhi di un uomo possono svolgere due funzioni: la prima è
vedere l’energia così come fluisce nell’universo
e la seconda è “guardare le cose di questo mondo”.
L’una non è migliore dell’altra, ma addestrare
i propri occhi solamente a guardare è una rinuncia inutile
e disonorevole.»
Don Juan Matus (2)
Il
vedere costituì il fine principale delle loro
pratiche e le conoscenze che ne scaturirono divennero la base
conoscitiva di tutte le generazioni successive di stregoni.