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«"Il
Primo principio in assoluto dell'Arte dell'Agguato
è che il guerriero ponga l'Agguato a se stesso, e lo faccia
spietatamente, con astuzia, pazienza e dolcezza".
Avrei
voluto mettermi a ridere, ma non me ne lasciò il tempo. Con toni
succinti, defini l'Agguato come l'arte di usare il comportamento
in nuovi modi per scopi specifici. Disse che il normale comportamento
umano nel mondo della vita di ogni giorno era pura routine. Ogni comportamento
che si distaccava dalla routine provocava un effetto insolito sul nostro
essere totale. Quell'effetto insolito era quello che cercavano gli stregoni,
poiché era cumulativo.
Mi
spiegò che gli antichi stregoni, con la loro veggenza, avevano
notato per primi che un comportamento insolito produceva un tremito nel
Punto di Unione. Presto scoprirono che, se questo comportamento
fuori dalla norma si teneva sistematicamente e si pilotava con saggezza,
faceva alla fine spostare il Punto d'Unione.
"La
vera sfida per quei veggenti" continuò don Juan "fu di
trovare un sistema di comportamento che non fosse meschino o capriccioso,
ma combinasse la moralità e il senso estetico che distinguono gli
sciamani veggenti da comuni stregoni".
(...)
"Chiunque
riesca a spostare il proprio Punto d'Unione in una posizione nuova è
uno sciamano" proseguì don Juan. "Da quella nuova posizione,
egli può compiere ogni sorta di azione, buona o cattiva, nei confronti
del genere umano. Fare lo stregone equivale perciò a fare il ciabattino
o il fornaio. Lo sciamano veggente (l'Uomo di Conoscenza)
mira ad andare oltre quel limite, e per farlo ha bisogno di moralità
e bellezza."»
Carlos Castaneda, Il
Potere del Silenzio, pag. 98 |