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«Don
Juan era solito dire che al nocciolo del nostro essere c'è l'atto
di percepire; e la magia del nostro essere è l'atto della consapevolezza.
Per lui percezione e consapevolezza erano un tutto unico, inestricabile:
una unità avente due versanti o dominii. Il primo era l'attenzione
del Tonal; cioè la capacità della persona
qualsiasi di percepire e di collocare la propria consapevolezza nel mondo
consueto della vita quotidiana. Don Juan chiamava questa forma di attenzione
il nostro "primo anello del potere";
e la definiva come la nostra capacità (terribile ma data per scontata)
di mettere ordine fra le percezioni del nostro mondo quotidiano, ordinario.
Il
secondo dominio (o seconda sfera) era l'attenzione del Nagual;
cioè la capacità degli stregoni di collocare la loro consapevolezza
in un mondo inconsueto. Lui chiamava questo campo di attenzione il "secondo
anello del potere", ovvero la portentosa capacità
che tutti quanti abbiamo - ma che solo gli stregoni utilizzano - di mettere
ordine nel mondo straordinario.»
Carlos Castaneda, Il
Secondo Anello del Potere, pag. 252 |