Carlos
Castaneda ha scritto i suoi libri magici (non è un eufemismo)
nel trentennio che va dal 1968 al 1996. Le sue opere sono caratterizzate
da parole semplici e coinvolgenti; egli stesso è protagonista
autentico e, spesso, impacciato delle innumerevoli esperienze descritte
al fianco del suo benefattore Juan Matus, lo straordinario don Juan.
I
libri non contengono la biografia dell'autore né foto personali:
uno degli "agguati a se stesso" che Carlos Castaneda
ha realizzato, infatti, è proprio quello di cancellare
la propria storia personale. Quanto può essere detto di
lui, a livello biografico, anche in questa sede, va preso con
tutte le riserve del caso.
L'intera
vita di Carlos Castaneda resta un mistero con tanti interrogativi
mai risolti che, del resto, poco contano di fronte all'immensa
portata dell'opera scritta che ci ha lasciato.
Carlos
Castaneda, in origine Carlos César Salvador Aranha
Castañeda, è nato a San Paolo del Brasile,
il 25 dicembre 1925 e ha lasciato il corpo a Los Angeles il 27
aprile 1998 (non ci fu un funerale pubblico). Egli è stato
dapprima un antropologo ed è diventato poi scrittore di
fama mondiale, ma di fatto era uno Sciamano, o meglio, un Uomo
di Conoscenza, erede dell'Antica sapienza degli stregoni toltechi.
Naturalizzato
dagli Stati Uniti dal 1957, si dice che sia entrato all'Università
della California di Los Angeles nel 1959, conseguendo la laurea
in Arte nel 1962 e il dottorato di Filosofia nel 1970. Di certo
la sua prima pubblicazione del 1968, The Teachings of don
Juan (Gli Insegnamenti di don Juan) lo ha fatto diventare
uno dei più noti antropologi al mondo, in quanto i suoi
studi sul campo erano davvero eccezionali. Con gli scritti successivi,
via via che l'Antropologo Castaneda diventava lo Stregone Castaneda,
la comunità scientifica storceva il naso e cominciava ad
accusarlo di ciarlataneria: i suoi scritti non erano più
visti come il resoconto veritiero di fatti antropologici vissuti
al fianco dell'indiano Yaqui Juan Matus, quanto piuttosto come
mero frutto del genio creativo di un fantasioso scrittore.
Gli
11 lavori successivi - straordinari libri magici, gustosi come
romanzi di alta letteratura, eppure veritieri resoconti di fatti
energetici accaduti e sperimentabili - lo hanno reso famoso in
tutto il mondo, non come antropologo, ma come una sorta di guru
della new age o come un maestro spirituale; appellativi che, se
gliene fosse importato, non lo avrebbero certo trovato d'accordo.
Osannato dai suoi fedeli lettori e demonizzato da chiunque fosse
infastidito dai suoi scritti, Carlos Castaneda è "ufficialmente"
morto di cancro nel 1998. La notizia della sua morte, che sarebbe
avvenuta nell’aprile di quell'anno, si è diffusa
con mesi di ritardo e con molte lacune, aumentando ulteriormente
il mistero intorno alla sua vita.