Nei
sogni degli antichi stregoni apparivano spesso entità che
sembravano emanare energia propria appena il sognatore li isolava
dagli altri elementi del sogno e li faceva oggetto del suo vedere.
Queste entità erano dotate di un proprio campo energetico
che li distingueva dal resto dei particolari del sogno: erano quindi
tanto reali quanto i sognatori che li stavano sognando.
Queste entità erano esploratori provenienti da altri mondi,
che attraverso i canali aperti dai sogni cercavano di entrare in
contatto con altre forme di vita. Si tratta di esseri dotati di
consapevolezza, ma privi di un organismo materiale e che appartengono
ad un mondo parallelo al nostro. Per questo vengono chiamati esseri
inorganici.
Gli
esseri inorganici hanno una struttura energetica molto diversa
da quella umana. Come gli umani anche loro hanno nel loro corpo
energetico una piccola fessura di dispersione energetica che in
un’inesorabile conto alla rovescia li porta verso la morte.
Solo che la loro fessura è infinitamente più piccola
di quella umana. Ne consegue che secondo il nostro computo del
tempo gli esseri inorganici possono vivere milioni di anni e,
dunque sono dotati di una consapevolezza estremamente sviluppata.
Gli
antichi stregoni videro una grossa opportunità conoscitiva
nell’incontro con gli esseri inorganici e scesero a patti
con loro: grazie al loro aiuto riuscirono a perfezionare le tecniche
del sognare e persino a entrare fisicamente nel loro mondo spostando
il Punto d’assemblaggio in modo tale da imitarne la struttura
energetica.
«In
un certo senso si può dire che divennero pure loro inorganici
e quindi quasi immortali, ma a quale caro prezzo!
Erano finiti in un mondo che poteva esaudire quasi tutti i loro
desideri, eppure anche l’eternità, col passare dei
secoli, può diventare una via di tortura. Molti di quegli
stregoni stanno vivendo ancora oggi in quel mondo parallelo, dal
quale però non hanno più via di uscita, giacché
il loro proprio mondo è già da lungo tempo scomparso
e dimenticato. Secondo don Juan, essi erano finiti in una trappola
nel momento stesso in cui avevano accettato il patto con gli inorganici
e, per così dire, avevano sottoscritto un accordo che era
tanto vincolante e seducente quanto l’accordo alla base
della nostra socializzazione, una convenzione che noi abbiamo
imparato a prendere e a considerare come “l’unica
vera realtà”.