Gli
stregoni dell’antico Messico erano estremamente pragmatici,
e per dare funzionalità ai movimenti del Punto d’assemblaggio
elaborarono due complessi sistemi che costituiscono le basi della
stregoneria tolteca: l’arte di sognare e l’arte
dell’agguato.
Attraverso
l’arte di sognare si impara a muovere coscientemente
il Punto d’assemblaggio in una nuova posizione, mentre l’arte
dell’agguato mira a fissarlo nella posizione in cui esso
sia stato spostato.
Il
sognare dei toltechi è facile e difficile nello
stesso tempo: si inizia con l’intento di diventare coscienti,
durante il sogno, del fatto che si sta sognando. Per ottenere
questa consapevolezza, gli stregoni sono soliti servirsi di diversi
espedienti, come ad esempio seguire coscientemente il momento
in cui si addormentano, oppure ripetersi mentalmente con forza
l’intento di osservare le proprie mani una volta iniziato
il sogno. Dopo molto allenamento e, soprattutto, dopo aver accumulato
sufficiente energia è possi-bile sperimentare ciò
che in Occidente è stato chiamato “sogno lucido”,
un sognare cosciente, nel quale si può agire e
decidere esattamente come nella vita quotidiana, senza tuttavia
essere vincolati agli stessi limiti (leggi della fisica).
Contemporaneamente si è anche coscienti del fatto che il
proprio corpo è steso sul letto e dorme.
Gli
stregoni dell’antico Messico non si limitarono però
a sperimentare dei semplici sogni lucidi: attraverso continui
perfezionamenti arrivarono a sviluppare uno speciale tipo di attenzione,
che permise loro di mantenere ferme ed osservare, intensamente
e a volontà, le immagini del sogno.
Questa
particolare attenzione del sogno che viene chiamata da Castaneda
anche seconda attenzione per distinguerla dalla normale
attenzione quotidiana, divenne il presupposto per una delle scoperte
più sconcertanti degli antichi toltechi: questi esploratori
del sognare furono in grado di portare le tecniche del vedere
all’interno dell’attenzione del sogno.
Il
vedere nel sogno gli permise fra l’altro di scoprire
che la maggior parte delle loro esplorazioni oniriche avvenivano
in “luoghi” fantasma, privi di una propria consistenza
energetica, frutto solo della fantasia e della memoria. Quando
uno stregone vede nel sogno le immagini fantasma rimangono tali
e quali, mentre ciò che è reale appare come un generatore
di energia (si mostra cioè come costituito di fibre luminose).