|
«L'Aquila,
quel potere che governa i destini di tutte le cose viventi, riflette esattamente
e subito tutte queste cose viventi. Nesuno ha quindi la possibilità
di supplicare l'Aquila, chiedere favori, sperare nella grazia. La parte
umana dell'Aquila è troppo insignificante per smuovere il tutto.
E'
solo dalle azioni dell'Aquila che un veggente può capire quello
che desidera. L'Aquila, per quanto non si lasci toccare dalle condizioni
di nessun essere vivente, concede a ciascuno di essi un dono. Ognuno,
secondo i propri desideri e diritti, ha il potere, se vuole, di mantenere
la fiamma della consapevolezza, il potere di disobbedire al richiamo della
morte e della consunzione.
A
ciascun essere vivente è concesso il potere, se vuole, di cercare
un passaggio verso la libertà, e di usarlo. Al veggente che scorge
quel passaggio, e alle creature che lo atraversano, è evidente
che l'Aquila ha concesso tale dono per perpetuare la consapevolezza.»
Carlos Castaneda, Il
Dono dell'Aquila, pag. 175 |