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Carlos Castaneda e la sottomissione alla socializzazione

 

 

 

LA SOTTOMISSIONE
ALLA SOCIALIZZAZIONE

 
Alla nascita l’essere umano sperimenta percezioni totali ed è immerso in un senso oceanico di Unità. Il Punto d’assemblaggio ondeggia su e giù. Successivamente interviene una potente forza esterna che via via fissa il Punto d’unione in una posizione precisa.

Questa forza è la visione del mondo che genitori ed educatori trasmettono al bimbo attraverso il processo della socializzazione.

«Fin da quando nasciamo gli altri ci dicono che il mondo è in un determinato modo, e naturalmente noi non abbiamo altra scelta che accettare che il mondo sia come gli altri ci hanno detto che è.»

Don Juan Matus (1)

Il bambino apprende come deve percepire il mondo per essere pienamente integrato. Come conseguenza di questo processo il Punto d’assemblaggio viene poco a poco fissato in una posizione, nella quale il bambino poi condivide questa realtà ed i suoi precetti e quindi impara ad interagire con essi in maniera sensata e coerente.
Passo dopo passo, gli viene resa familiare una descrizione dei mondo, che egli impara a percepire, mantenere e difendere come “la vera realtà”.
In altre parole, il bambino impara a mantenere fissa la posizione del Punto d’assemblaggio.
Quest’ultimo, che gli sciamani Toltechi vedono nell’emanazione dei corpi energetici di ogni essere umano, si fissa così tra le scapole a circa un metro di distanza dal corpo fisico.

Il guscio luminoso che circonda ogni essere umano rimane sempre in contatto con la totalità dell’Energia Universale, ma l’uomo non ne è cosciente.
Il Punto d’assemblaggio si configura dunque come una sorta di binocolo che si può fissare solo su un piccolo obiettivo per permetterne una visione. Ma quel piccolo obiettivo è per ogni essere umano la propria visione del mondo!

 
 
L’intero mondo che si percepisce non è che la fissazione del Punto d’unione in una delle infinite posizioni possibili!

Spostando il Punto d’assemblaggio verso altre parti del proprio guscio luminoso si possono percepire altri mondi.

«Ma la forza della fissazione nella sua posizione consueta è talmente grande, il senso di realtà che ne risulta talmente avvincente, che non resta più alcuna via di fuga.
Tutta l’energia a nostra disposizione viene quindi impiegata per il mantenimento del mondo che conosciamo, così che non ne resta più a sufficienza per riuscire a vedere oltre il bordo del piatto della nostra realtà, per non parlare poi del riuscire a lasciarla.

Le piante di potere diedero agli stregoni dell’antichità l’energia necessaria per uno spostamento del Punto d’assemblaggio, tuttavia questo movimento era incontrollato e violento e le sue conseguenze energetiche e fisiche cata-strofiche.
Così essi cominciarono a servirsi del vedere per trovare delle alternative.

Videro quindi che il Punto d’assemblaggio si muoveva anche in presenza di condizioni estreme come la fame, la febbre, la malattia, la debolezza senile e così via. Anche l’assenza di sonno, il digiuno, privazioni sensoriali e la meditazione profonda risultavano utili allo scopo, ma gli spostamenti così ottenuti risultavano ancora molto instabili, ed il prezzo da pagare era alto.

La scoperta decisiva la fecero quando diressero il loro vedere sul fenomeno del sonno: al momento di addormentarsi, il Punto d’assemblaggio cominciava a vibrare e poi si muoveva all’interno dell’uovo luminoso. Più lontano esso si spostava, più bizzarri e strani erano i sogni che le persone esaminate poi raccontavano.» (2)

 

 

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RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI

(1) Carlos Castaneda, Una Realtà Separata
(2) Norbert Classen, Carlos Castaneda e i Guerrieri di don Juan

 

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